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OFTAL   VERCELLI

L'attività della nostra associazione consiste principalmente nel trasportare i malati e i pellegrini a Lourdes e negli altri Santuari Mariani. Nell'anno 2011, abbiamo accompagnato, con i treni, i pullman e gli aerei più di 16000 persone, comprendendo anche la Terra Santa. Nell'ambito della sezione di Vercelli, svolgiamo anche altre attività:

  • giornate di ritiro nel periodo di quaresima e di avvento
  • assemblee comunitarie
  • incontri di formazione spirituale con i padri oblati di San Andrea
  • festa del volontariato
  • giornata Lourdiana in diocesi
  • partecipazione alla processione del Venerdì Santo
  • incontri conviviali per Natale e per Carnevale
  • contributi per i viaggi ai malati poveri, agli studenti e alle famiglie
  • preparazione al pellegrinaggio diocesano a Lourdes nel mese di agosto
  • distribuzione di uova di cioccolato nel periodo pasquale per contribuire alle spese di viaggio per i malati poveri
  • partecipazione al pellegrinaggio per l'anniversario della prima apparizione a Lourdes
  • partecipazione alla giornata del malato in ospedale e in cattedrale
  • partecipazione alla festa della Madonna degli Infermi nel mese di novembre
  •  partecipazione alla messa di beatificazione di Suor Alfonsa Clerici

Pasqua di risurrezione
 
  Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè
egli doveva risorgere dai morti
. (Gv, 20, 1 – 9)

E’ ancora buio, Signore! Il buio di una notte che sembra non avere fine. Come per Maria Maddalena nel cuore di molti di noi è scomparsa anche la speranza. Lei, che pure aveva sentito parlare di risurrezione, quel sepolcro spalancato è l’indizio di un ultimo scempio: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non so dove l’abbiano deposto”. In molti di noi il morso spietato della durezza della vita, della
insicurezza, delle difficoltà sempre più gravi hanno spento la piccola luce della speranza senza la quale non si può vivere. L’impressione che Dio ci abbia
abbandonati si fa strada in tante persone che non sanno più a che santo votarsi. Disorientati, anche molti di noi, come Pietro e Giovanni, siamo venuti
ad adorarti nella veglia del giovedì santo in quello che tradizionalmente chiamiamo “sepolcro” e nella processione di venerdì per le strade della nostra
città. Meditando le sofferenze con le quali ti hanno abbrutito ed ucciso abbiamo pregato per noi e per la folla immensa che si assiepava ai margini delle vie. In questa notte invece abbiamo sentito risuonare il gloria ed il suono delle campane che da giorni tacevano. Abbiamo gridato “alleuia”, il canto
del trionfo e della vittoria, che da quaranta giorni taceva nel lungo cammino della quaresima, un deserto vuoto, fatto di tentazione e di penitenza. Sono questi per noi “i teli ed il sudario”, piccoli e discreti segni che vediamo nella nostra pasqua? Riusciamo come Giovanni a vederli ed a credere? Si crede naturalmente alla parola che il Signore ci ha detto e ripetuto infinite volte: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia crocifisso, ucciso e risuscitare il terzo
giorno”. Anche se il cammino nella nostra notte dura oramai da anni, sappiamo che la Pasqua (il passaggio dalla schiavitù alla libertà ed alla nuova terra) è qui in questi piccoli segni che generano speranza. Buona Pasqua!